|
PAURA
DELL'IMBOCCATURA:
Un problema di benessere per
il cavallo ed il cavaliere
W. Robert Cook FRCVS, PhD 1
Parte
III: QUESTIONARIO SUL PROFILO
COMPORTAMENTALE
Alcuni commenti al questionario
Completando la prima colonna del questionario nella Tabella 1 nel
momento in cui si sta usando un morso, un cavaliere può essere
messo in guardia sulla presenza di problemi causati dal morso. I
cavalieri potrebbero non aver sospettato che molti dei problemi che
incontrano montando il loro cavallo erno dovuti al morso. La maggior
parte dei problemi elencati nel questionario (circa 100) sono, nella
gran parte dei casi, causati da morso. Oltre un quarto dei problemi
sono causati esclusivamente dal morso. Tuttavia, ce ne sono molti che
non sono specifici e che potrebbero essere attribuiti sia al morso, che
a dolore da altra origine (per esempio, da una sella non adatta o dalla
presenza dei ferri).
Completando la seconda colonna dopo che l'imboccatura è stato
eliminato, è possibile identificare quali problemi sono
effettivamente causati dal morso (in genere, una lista
sorprendentemente lunga) ed evidenziare i rimanenti, che richiedono la
ricerca di una qualche spiegazione alternativa. Un momento adatto per
il completamento della seconda colonna potrebbe essere dopo un mese di
utilizzo della nuova testiera. Se è completata dopo una-due
settimane dall'inizio della Bitless Bridle, dopo anni di uso del morso,
alcuni dei problemi persistenti potrebbero essere ancora attribuibili
al morso, ma semplicemente potrebbero richiedere ancora un po' di tempo
per la loro risoluzione. Questo vale, soprattutto, per la neuralgia
trigeminale, ma anche il ricordo del dolore potrebbe richiedere del
tempo per svanire.
Il questionario serve al cavaliere anche come un aiuto per una diagnosi
e una guida al trattamento dei problemi. Per esempio consente al
cavaliere un mezzo per differenziare la improbabile probabilità
che un determinato problema comportamentale sia un tratto
caratteristico della personalità del cavallo, da quella, molto
più frequente, che sia dovuta all'induzione di dolore, magari
inconsapevole. Molti cavalieri sono sorpresi nello scoprire che alcuni
caratteri del loro cavallo, che pensavano innati e, quindi, permanenti,
erano in realtà facilmente correggibili con la sola eliminazione
del morso. I cavalieri che avevano l'impressione che il loro cavallo
non odiasse l'imboccatura possono cambiare idea dopo aver letto la
tabella I.
Una raccolta di questi questionari può venire utilizzata come
database per future ricerche. Inoltre, l'autore può utilizzare
la prima metà del questionario (la colonna del profilo
comportamentale, usando l'imboccatura) come base per mettere in guardia
i cavalieri sui problemi che stanno vivendo con il loro cavallo.
Il questionario è basato su un articolo pubblicato all'inizio
del 2003 (Cook 2003), nel quale i problemi, risolti in 605 cavalli con
l'eliminazione dei morso, erano elencati in ordine decrescente. Il
materiale è stato adesso aggiornato e riorganizzato con lo scopo
di costruire un questionario.
Nel compilare la tabella originale, l'autore ha imparato due cose che
è opportuno sottolineare. Prima di studiare le relazioni degli
utilizzatori, non aveva capito completamente il grado del dolore
causato dal morso e della paura che genera nel cavallo. I più
comuni effetti negativi comportamentali erano classificabili
all'interno delle “quattro F” di “fright, flight, fight and freeze”
[spavento, fuga, lotta e blocco]. Analogamente, si può dire che,
nonostante che l'imboccatura sia responsabile di non meno di 100
problemi del cavallo, per la gran parte sono sottogruppi dei primi
quattro. LA PAURA del dolore è il fattore fondamentale,
poiché la paura è il fattore motivazionale di tutte le
“quattro F”. Tralasciando completamente l'argomento del benessere
animale, si può affermare sui morsi in generale, dal punto di
vista del benessere umano, che non è una buona idea usare un
metodo che causa dolore e spaventa un animale grande e potente come un
cavallo. Un detto equestre è che il dolore fa tirare il cavallo.
Risultati
Naturalmente, è improbabile che un cavallo manifesti tutti i
problemi. La disciplina equestre praticata con il cavallo influenza la
probabilità dei vari problemi. Ad esempio, i cavalli da dressage
nei quali si richiede un alto grado di flessione della nuca (spesso
ottenuta erroneamente con la pressione sulle redini piuttosto che con
una vera riunione) sono più soggetti a soffrire di una sindrome
della testa scossa. I purosangue da corsa, ai quali si chiede di
lavorare al massimo delle loro capacità atletiche, sono
particolarmente soggetti al sanguinamento polmonare. I cavalli da
comperizione, fatti gareggiare con due morsi in bocca (un filetto e un
morso overcheck), sono soggetti alla dislocazione dorsale del palato
molle. Questi tre problemi possono verificarsi anche in altre
discipline, ma la loro frequenza è inferiore.
Usando il questionario, si è osservato che un campione di 12
cavalli usati con l'imboccatura aveva da 11 a 36 problemi per cavallo,
con una media di 23 problemi per cavallo. Usando la Bitless Bridle per
periodi da quattro giorni a sei mesi (media 42 giorni), la percentuale
di risoluzione dei problemi andava dal 38% al 94% (media 67%). Il
massimo punteggio è stato ottenuto da un cavallo arabo di 11
anni, addestrato per il dressage. Questo cavallo aveva 33 problemi, 31
dei quali (94%) risolti dopo sei settimane.
Il fatto che oltre due terzi dei problemi di un cavallo possa essere
eliminato in 42 giorni semplicemente eliminando uno o due pezzi di
ferro dalla sua bocca, permette di capire il valore del metodo di
comunicazione alla base della Bitless Bridle.
Dopo che i dati precedenti erano stati elaborati, un utente ha
completato i questionari per tutti e quattro i cavalli da dressage che
possedeva da molti anni. Fatto questo, risultava che ognuno dei cavalli
aveva lo stesso numero di problemi (37). Eliminando l'imboccatura,
tutti i problemi furono risolti, ad eccezione del problema di un
singolo cavallo, che continuava a schiumare dalla bocca. Un altro
utente aveva un cavallo che mostrava 50 problemi, 45 dei quali (90%)
risolti dall'eliminazione del morso.
Riassunto
Dai tempi preistorici fino ad anni molto recenti, l'imboccatura
è stato pensato come un metodo di controllo. Ma l'imboccatura
non ha mai lavorato come il volante o il freno di un'automobile. L'uso
della parola “controllo” ha portato a un grave fraintendimento nella
storia dell'equitazione. Un morso non è e non è mai stato
uno strumento meccanico per controllare il movimento di un cavallo.
Usato bene, è uno strumento di segnalazione per la
comunicazione. Non dovrebbe essere usato, e non può essere
usato, per “controllare” nel senso di “comandare”. Dovrebbe solo essere
usato per inviare una richiesta, per “suggerire” un'azione. Più
gentile (ossia non dolorosa) è la richiesta, più è
probabile che il cavallo acconsenta. Sfortunatamente, siccome tutti i
morsi sono corpi estranei introdotti in una cavità corporea
molto sensibile e usati per applicare una pressione altamente
concentrata sull'osso, i morsi sono – per la loro stessa natura –
dolorosi. L'unico modo per evitare del tutto che un morso faccia male
è di non usarlo affatto.
Ma se non deve essere usato, cosa possiamo fare? Un “non-uso”
sistematico può essere attuato da alcuni eccellenti cavalieri
che cavalcano con redini flosce e un morso western. Ma anche nel loro
caso l'imboccatura resta sempre un corpo estraneo intrusivo che non ha
ragione di stare nella bocca di un cavallo che sta lavorando. Anche se
può non causare alcun dolore nelle mani di un cavaliere
eccellente, interferisce comunque in altri modi con la fisiologia
dell'esercizio fisico (Cook 1999b). Un cavallo che bruca è
irritato da qualcosa in bocca. Lasciato decidere, certamente eviterebbe
qualsiasi cosa che anche lontanamente sembrasse un morso.
L'autore conclude che, come mezzo di comunicazione, l'imboccatura
è certamente inadeguato. Il dolore nella bocca induce i cavalli
a correre (ossia, a scappare) o a protestare alzando la testa,
sgroppando, impennandosi o mettendo in atto altre strategie di
evitamento (Tabella I). Qualsiasi metodo di comunicazione che
può essere usato in modo umano solo da un cavaliere esperto dopo
molti anni di pratica, che può essere usato in modo umano solo
in modo discontinuo da un cavaliere medio, e che non può affatto
essere usato in modo umano da un principiante, non è un metodo
di comunicazione raccomandabile. Un metodo che non può essere
usato senza causare dolore se non da una piccola minoranza di cavalieri
è, per definizione, inadatto all'uso generalizzato.
Anche se un lettore non è d'accordo su quanto detto,ci sono
ulteriori problemi. Prima di imparare le sottigliezze della “corretta”
applicazione ed uso del morso, un proprietario deve confrontarsi con il
campo minato di “trovare” l'imboccatura giusto. Per scoprire “la giusta
chiave per la bocca del cavallo” ci si aspetta che i cavalieri abbiano
una approfondita conoscenza dell'anatomia della bocca del loro cavallo.
I libri sulle imboccature avvisano che un cavaliere dovrebbe essere in
grado di valutare sottigliezze come la larghezza della bocca, la
profondità del solco linguale, la carnosità della lingua,
la concavità del palato duro, la conformazione della mandibola e
lo stato della dentatura. Anche supponendo che un cavaliere padroneggi
perfettamente la tecnica di aprire effettivamente la bocca del cavallo
per effettuare queste valutazioni, questi sono argomenti che restano un
mistero per la maggior parte di chi si dedica all'equitazione.
Inoltre, chi sceglie di non rispondere alla difficile domanda se sia
possibile scegliere e adattare correttamente un morso (non lo
è), dovrebbe soltanto leggere un qualsiasi libro sulle
imboccature per essere messo in guardia sulla mole di conoscenze e il
grado di abilità richieste per il corretto uso e manutenzione di
tale strumento. Il problema “lingua sopra l'imboccatura” è solo
uno dei molti problemi che il cavaliere deve aspettarsi di dover
risolvere. Un cavaliere medio che fallisce nell'impresa può
consolarsi per il fatto che è in compagnia di numerosi cavalieri
di grande valore che competono a livelli di Gran Premio. Poiché
ben pochi cavalieri hanno le competenze per quello che viene chiamato
“fare la bocca” di un cavallo, il metodo di comunicazione con
l'imboccatura non può essere affatto raccomandato per quell'uso
universale di cui ha goduto per tanto tempo. Dal cavaliere medio non ci
si può aspettare l'esercizio della necessaria abilità e
discrezione nell'uso del morso, più di quanto ci si possa
aspettare che un bambino giochi in sicurezza con un rasoio aperto.
Anche la scelta e l'uso corretto di un hackamore o di un bosal hanno
molti punti deboli. Ancora una volta, è richiesta esperienza ed
abilità, oltre a un periodo addestramento sia del cavallo che
del cavaliere.
In piacevole contrasto, non occorre essere uno studioso di anatomia
nè un cavaliere straordinario per scegliere e usare il metodo
Bitless Bridle. Sottili varianti nella conformazione della bocca e
della mandibola e perfino l'eruzione dei denti permanenti non sono
più motivo di preoccupazione. E' ancora una buona idea occuparsi
delle punte taglienti dei molari, ma, ad esempio, non occorre
più eliminare il dente di lupo e non c'è alcuna
necessità di creare “spazio per l'imboccatura”. Al contrario che
con un hackamore o un morso, con la Bitless Bridle non c'è modo
di far male a un cavallo. Il metodo può essere usato da tutti i
cavalli, in tutte le discipline, e da tutti i cavalieri, anche (e
soprattutto) dai principianti. I cavalli che non sentono dolore sono di
gran lunga meno nervosi. Essendo calmi, sono anche nella giusta
disposizione mentale per imparare, così l’addestramento procede
più veloce e con meno intoppi. Il cavaliere non ha bisogno di
superare, evitare o correggere tanti problemi indotti dal morso o
sopravvivere a tanti rischi scatenati dal dolore. E’ così facile
per un cavaliere commettere degli errori, usando un morso.
Il metodo “whole-head-hug” protegge il cavaliere dagli errori per il
fatto che, contrariamente al metodo basato sul morso, gli errori gravi
sono quasi impossibili. Se la briglia è posizionata
correttamente (un compito facile), non c’è veramente alcun modo
di commettere un abuso. Come risultato, i cavalieri scoprono di essere
più bravi di quanto pensavano. Vengono incoraggiati a essere
meno dipendenti dalle redini e a comunicare maggiormente con
l’equilibrio, il respiro, l’appoggio sulla sella e le gambe. Il fatto
di cavalcare senza morso li rende cavalieri migliori. L’addestramento
procede più rapidamente e si crea un’armoniosa collaborazione
fra uomo e cavallo.
Scegliendo un metodo di comunicazione, un cavaliere ha le due
possibilità di far male o abbracciare: di essere un nemico o un
amico, un predatore o un partner. l'imboccatura comunica dolorosamente
con il contatto fra metallo ed osso, e minaccia la sicurezza e il
benessere del cavallo e del cavaliere. Lo hug comunica senza dolore con
una pressione sulla testa, e aumenta la sicurezza ed il benessere. La
raccomandazione dell’autore può essere riassunta rivoltando una
frase ben nota… spare the rod and save the horse [risparmia il bastone
e conserva il cavallo].
References
Cook, W.R. (1992): Headshaking
in horses: An afterword. Compendium on
Continuing Education for the Practicing Veterinarian, 14:1369-1376
Cook, W.R. (1998a): “Use of the
bit in horses.” Veterinary Record. 142,
16.
Cook, W.R. (1998b): “Use of the
bit in horses.” Veterinary Record. 142,
24
Cook, W.R. (1999a): "Asphyxia
as the cause of bleeding and the bit as
the cause of soft palate displacement." Guest Commentary. Thoroughbred
Times, November 27, pp 18-19
Cook, W.R. (1999b):
“Pathophysiology of Bit Control in the Horse.”
Journal Equine Veterinary Science 19: 196-204
Cook, W.R. (1999c): The ear,
the nose, and the lie in the throat. In
"Guardians of the Horse: Past, Present and Future." Ed: Rossdale,P.D.,
Greet, T.R.C., Harris, P.A., Green, R.E., and Hall, S.. British Equine
Veterinary Association and Romney Publications, pp 175-182.
Cook, W.R. (2000): “A solution
to respiratory and other problems caused
by the bit.” Pferdeheilkunde, 16, 333-351
Cook, W.R. (2001a): “On talking
horses: Barefoot and bit-free.” Natural
Horse Magazine 3, 19
Cook W.R and Peters R. (2001b):
“Who Needs Bits?” Natural Horse 3, 44-47
Cook, W.R. (2002a):
“Bit-induced asphyxia in the horse: Elevation and
dorsal displacement of the soft palate at exercise.” Journal of Equine
Veterinary Science, 22, 7-14
Cook W.R. (2002b): “On ‘Mouth
Irons’, ‘Hoof Cramps’, and the Dawn of
the Metal-free Horse.” Natural Horse, 4, Issue 4
Cook W.R. (2002c): “No bit is
best.” Thoroughbred Times, October 19,
2002, p 18
Cook, W.R. (2003): “Bit-Induced
Pain; a cause of fear, flight, fight
and facial neuralgia in the horse.” Pferdeheilkunde, 19, 1-8
Cook, W.R. (2004): “The ‘why,’
‘what,’ and ‘how’ of fitting the
crossover bitless bridle.” Available online at www.bitlessbridle.com
Cook, W.R. and Strasser, H.
(2003). ”Metal in the Mouth: The Abusive
Effects of Bitted Bridles.” Sabine Kells, Qualicum Beach, Canada
Strasser, H. and Cook, W.R.
(2003): “Eisen im Pferdemaul” (2003)
Knirsch-Verlag, Germany
Acknowledgments
The author is most grateful to the riders who provided the feedback on
which the questionnaire is based. He is indebted also to the curators
of the Smithsonian Museum, Washington, DC, the Field Museum, Chicago,
the Museum of Comparative Zoology, Harvard University, and the Peabody
Museum, Yale University for granting him access to their collection of
equidae skulls. Figure 2 was drawn with the help of anatomical
specimens provided by Dr. M. Kumar, Tufts University and tomograms
provided by Dr. Ross Tucker, Washington State University.
1
Professor of Surgery Emeritus, Tufts University School of Veterinary
Medicine. USA
Chairman, The Bitless Bidle Inc.
Current address: 206, Birch Run Road, Chestertown, MD 21620 USA
Tel: (410) 778 9005 E-mail: drcook@bitlessbridle.com
|