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Documenti, immagini e testimonianze su Alessandro Lessio
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Storia di Tabi
Don't believe the gurus


Argomenti collaterali:


"Fear of the Bit" di R. Cook - trad. italiana

Gnu e cavalli: la libera circolazione della conoscenza

Una lettera da J. Jackson: Ipotesi per una scala di "soundess"



Indice aggiornato 4.03.09
A Tabi, che non è più con noi, ma che ci ha lasciato Asia e ci ha tanto insegnato; e all'amico Alessandro Lessio, improvvisamente scomparso, che ci aveva spalancato la porta di una nuova comunicazione con lei e con ogni cavallo.
Luisa e Alex

ricordo da Roberta

Alla memoria di ALESSANDRO LESSIO
Ricorderemo sempre

... il tuo immenso amore per i cavalli
... la sconfinata passione per il tuo lavoro con loro
... l'estrema sensibilità nell'interpretare ogni soggetto
... l'infinita pazienza verso tutti, animali e persone
... l'amore e la dedizione verso la famiglia
... l'altruismo e l'amicizia
... la costanza e l'impegno in ogni cosa
... l'ottimismo e la voglia di fare, di vivere...
Da parte di tutti i tuoi amici e di tutte le persone ed i cavalli che hai saputo aiutare nella ricerca dell'Armonia... non ci sono parole per ringraziarti abbastanza.

«Dio, non permettere che io vada in un Paradiso dove non ci sono cavalli!»
R.B. Cunningham-Graham

Ti auguriamo pace e felici galoppate nei verdi pascoli del Cielo...
Roberta


 Picture of Tabi



"Every system of horsemanship practised in the horse world today should come under scrutiny1"

Jaime Jackson, 1992


"The good news is that horsemen and horsewomen nowadays are nothing like as conservative in their thinking as tradition might suggest
2"


W. Robert Cook, 2003

Ci sono moltissimi motivi per avvicinarsi al mondo dei cavalli.

Lo si può fare per professione, come allevatori,  istruttori,  fantini professionisti o altro.
Lo si può fare perchè si ama l'agonismo, in una delle moltissime discipline sportive equestri.
Lo si può fare perchè è emozionante. Per nostalgia dei tempi in cui il cavallo era l'unico mezzo di trasporto alternativo alle proprie gambe.  Per misurare il proprio equilibrio fisico e mentale. Per viaggiare in territori sconosciuti, "vivendone l'anima". O anche per cercare nuovi amici.

Chi ama una o l'altra di queste cose ama l'equitazione.

Oppure lo si può fare perchè si amano i cavalli - per quello che sono, non per quello che ci consentono di fare.
Qualsiasi cavallo; sia un atleta o un brocco; sia un puledro "verde" o un vecchio patriarca. Possa condividere con noi le emozioni di una gara, o no. Si possa montare, o no.

Chi ama i cavalli non dovrebbe causargli dolore - certamente non volontariamente, ma neanche involontariamente.
Il problema è che molte delle pratiche equestri "tradizionali" comportano, per loro natura , dolore. Dolore che il cavallo patisce subito, o dolore a cui il cavallo va incontro con il passare degli anni, per essere stato logorato anzitempo.

Chi ama i cavalli può fare molto per cambiare le cose. Cominciando dal proprio cavallo.
Negli ultimi anni una profonda rivoluzione sta interessando ogni aspetto del rapporto uomo-cavallo. Ma non è facile accettare - soprattutto per chi ha faticosamente costruito una propria esperienza - che forse è meglio dimenticare tutto quello che "si sa", e ricominciare quasi da zero.

Qui troverete qualche suggerimento  - solo per cominciare - e il racconto della nostra esperienza.


1 Ogni aspetto del rapporto uomo-cavallo, praticato oggi, dovrebbe essere riesaminato [back]
2 La buona notizia è che i cavalieri oggi non hanno una mentalità così conservatrice come potrebbe suggerire la tradizione [back]



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