Semantica  di Mark Rashid 


 

Non "domerò" più puledri, nei miei stage.

A dire il vero, questa affermazione non è precisa. Un'affermazione più precisa potrebbe essere che non chiameremo più il lavoro che facciamo con i cavalli giovani, che non sono mai stati montati, "doma" [cold starting]. Invece, la "doma" sarà solo un elemento della parte equestre [horsemanship portion] degli stage. Mi rendo conto, è semantica. Ma spero che possa essere utile per evitare alcuni problemi con cui mi sono scontrato negli ultimi anni con alcune persone che portavano i loro cavalli ai nostri stage per "domarli".

Io considero la "doma" di un giovane cavallo [ossia la prima volta che viene sellato e montato] uno dei momenti più importanti della sua vita, e abbiamo una sola occasione per fare le cose bene fin dall'inizio. Ecco perchè sono sempre così stupefatto quando la gente porta un puledrone spesso impreparato ai nostri stage, e poi vogliono affrettarsi nella doma come se potessero salirgli in groppa alla fine della quarta giornata. Per me, la cosa non ha semplicemente senso. Queste persone non capiscono che il fatto di salire in sella è solo la parte più facile del processo, se il lavoro propedeutico è stato fatto bene.  Ossia, tutto il lavoro che precede il fatto di salirgli in groppa. È quando il lavoro preliminare è stato affrettato, o quando il cavallo non capisce cosa sta succedendo... che cominciano i problemi.

Come sanno quelli che mi conoscono, io mi sforzo moltissimo di non procedere mai in uno stage più in fretta di quanto farei a casa lavorando con i miei cavalli. Cosa significa questo, per il cavallo? Be', significa che non procederò allo stadio successivo nell'addestramento di un cavallo giovane fintanto che non sento che il puledrone ha veramente digerito lo stadio a cui siamo arrivati. Per esempio, se il cavallo non ha capito il lavoro alla corda, io probabilmente non passerò alle redini lunghe. Se ha problemi per farsi mettere il sottosella sulla schiena, non passerò certo alla sella... e, assolutamente, non consentirò a nessuno di montargli sulla schiena! So che questo sembra banale, ma effettivamente ai miei corsi ho avuto gente che mi diceva di voler montare sul cavallo, anche se questo era terrorizzato dal fatto di avere una sella sulla schiena!

Quando succede, penso che forse gli stessi corsi hanno dato ai partecipanti un'idea sbagliata del momento adatto per domare i puledri. Un gran numero di corsisti doma i puledri nei propri corsi, e la grande maggioranza (non noi) li doma tutti nello stesso modo. Ossia, spesso i puledri sono domati in gruppo in un tondino... molti sono sellati nel corso del primo giorno, e in alcuni casi perfino montati il giorno stesso. Dal secondo giorno i cavalli sono spesso montati al passo, trotto e galoppo. Dal terzo giorno, potrebbero uscire dal tondino nel maneggio grande e talora il quarto giorno potrebbero essere in escursione, o sul pascolo, o perfino al lavoro con il bestiame. Ora, prima di procedere, devo sottolineare che non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui questi cavalli vengono domati. In  effetti, c'è stato un tempo in cui mi comportavo esattamente così. È un modo molto diffuso di domare i puledri, soprattutto in un ranch dove i puledri devono essere domati rapidamente in modo di poterli mettere al lavoro per guadagnarsi il il loro cibo.

Tuttavia, ci sono alcune chiare differenze fra le le tecniche di doma  dei puledri usate in questi stage e le tecniche che oggi uso nei miei stage quando lavoro con i cavalli giovani. La prima differenza, forse la più importante, è il fattore tempo. Nei miei corsi ci sono pochissime persone che si trovano nella condizione lavorativa tipica di un ranch. Non hanno bisogno dei loro cavalli quel giorno stesso per uscire e radunare una mandria. Per la gran parte, sono proprietari di cavalli da compagnia, il cui scopo finale è di possedere un cavallo gentile per divertimento e per fare delle passeggiate.

Analogamente, negli altri stage i puledri vengono fatti lavorare per tre, quattro ore, e talvolta perfino cinque o sei ore al giorno per quattro giorni. Questo può essere fatto facendoli lavorare in gruppo. Viceversa, io lavoro con un solo cavallo per volta - come se stessi lavorando su uno dei miei - per un'ora - un'ora e mezza al giorno, durante un analogo periodo di quattro giorni. Quindi, mentre i puledri che lavorano un gruppo possono aver fatto 24 ore di lavoro nell'arco di quattro giorni, quelli con cui lavoro io avranno lavorato, nello stesso periodo, da quattro a sei ore.

Ancora una volta, devo sottolineare che questo è all'incirca lo stesso tempo che io avrei impiegato con i miei puledri ogni giorno se stessi lavorando con loro a casa. Molto raramente, anzi, quasi mai, lavoro con un puledro più di due ore al giorno quando sono a casa. E se non lo faccio a casa, di certo non intendo farlo durante un corso. non che ci sia niente di sbagliato nel lavorare con un puledro più a lungo, se uno sceglie di farlo, particolarmente se il puledro è mentalmente e fisicamente pronto per farlo. La cosa più importante  è che io ho l'impressione che il fatto di lavorare per tempi più brevi nel giro di vari giorni dia al cavallo il tempo di pensarci su e di immergersi in quello  che sta succedendo.

Il problema che ho constatato nel corso degli anni è che un buon numero di persone sono stati ad uno di quegli altri corsi nei quali i puledri alla fine del quarto giorno fanno un sacco di cose. Queste persone allora portano un puledro a uno dei nostri corsi e si aspettano lo stesso tipo di risultati, senza tener conto delle differenze nella struttura dei nostri corsi, oltre che delle differenze nelle tecniche che usiamo per iniziare al lavoro i puledri. A questo aggiungete il fatto che un bel numero di puledri che ci vengono portati potrebbero non essere molto ben preparati per l'inizio del lavoro (ossia, non si fanno condurre bene, non cedono alla pressione da terra, non hanno mai visto un sottosella o una sella, ecc), e improvvisamente un corso di quattro giorni per avviare al lavoro un puledro si trasforma in un corso di due giorni per risolvere i problemi   e di due giorni per avviare al lavoro il puledro.

Eppure sono spesso proprio queste le persone che vogliono, e in alcuni casi pretendono, che al loro cavallo sia fatta fretta in modo da poter cavalcare con lui alla fine del quarto giorno. Dopotutto, è un corso per avviare al lavoro un puledro. Io questo proprio non lo capisco. Se un cavallo non è pronto, dove sta il problema, corso o non corso? Perchè "farsi una cavalcata di soppiatto" su un cavallo che non è ancora preparato? Non abbiamo concluso un bel niente facendolo, e la maggior parte delle volte corriamo il rischio che avvenga qualcosa di spiacevole. E sempre a spese del cavallo. 

Dico sempre alla gente che otteniamo insegnamenti dall'ascolto dei nostri cavalli, e esperienza quando non lo facciamo. Ritengo che parte del mio lavoro sia aiutare le persone a ottenere gli insegnamenti, perchè l'esperienza verrà da sola. È per questo che non avvieremo più al lavoro cavalli giovani nei nostri corsi... o almeno, non chiameremo più così quello che facciamo.