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Progredire con i cavalli

Ho scritto quanto segue per un  amico interessato al modo "diverso" con il quale mi comporto con i miei cavalli.

Come i cavalli capiscono quello che volete

Se potessi dirvi una sola cosa riguardo a come comportarsi con i cavalli, sarebbe questa:

I cavalli capiscono cosa volete notando quando CESSATE la pressione che usate per chiedergli di fare qualcosa.

Nella comunità dei cavalli, la voce viene usata raramente per comunicare. Piuttosto, i cavalli comunicano con "sensazioni". Essi usano il linguaggio del corpo per "premere sullo spazio personale di un altro cavallo". Il cavallo sottoposto alla pressione tenta di fare qualcosa per far cessare la pressione. Quando fa quello che vuole l'altro cavallo, quel cavallo interrompe la pressione, comunicando "Si, è questo che voglio. Grazie".

Analogamente, un cavallo può usare il linguaggio del corpo in modo da invitare un altro cavallo ad avvicinarsi per amicizia o per gioco.

Quando chiediamo a un cavallo di fare qualcosa, è utile essere molto chiari su quello che vogliamo, soprattutto se stiamo chiedendo una cosa nuova o qualcosa che i cavalli non fanno abitualmente. Per esempio, "per favore, entra nella piattaforma di lavaggio" è una richiesta ampia e vaga; "Per favore,  sposta in avanti il tuo anteriore sinistro" è una richiesta breve  e specifica. Possiamo rispondere all'avanzamento del piede rilasciando la trazione sulla redine; e utilizzando quel "Si" possiamo chiedere ulteriori passi, ognuno seguito da un rilascio, portando rapidamente il cavallo nella piattaforma.

La tempestività del rilascio è quello che comunica al cavallo con precisione il contenuto della nostra richiesta. Se rilasciamo non appena un certo piede viene portato in avanti, il cavallo capisce che la nostra richiesta riguardava quel piede. Se ritardiamo, e rilasciamo la pressione due o tre secondi dopo che quel piede si è mosso, noi stiamo comunicando al cavallo che la cosa giusta era qualcos'altro (per dire, il fatto che ha girato la testa verso la finestra). Quando ripetiamo la richiesta, il cavallo proverà a guardare di nuovo la finestra, credendo che sia la cosa giusta, e rimarrà deluso. Potete chiaramente vedere il cavallo che entra in confusione. E così viene chiamato "stupido".

La tempestività del rilascio è così importante che dovete sviluppare la vostra capacità di concentrarvi su quello che state facendo con il vostro cavallo. Migliore sarà la vostra concentrazione, meglio il cavallo vi capirà e meglio voi sarete insieme al cavallo.

Se non sapete che è il RILASCIO che dice "Si" al cavallo, continuerete a esercitare la pressione mentre sta facendo quello che gli chiedete. Questo in genere provoca uno di questi due risultati:

Quando chiedete al cavallo qualcosa di nuovo, o chiedete qualcosa al cavallo di un altro, il cavallo non ha modo di capire cosa volete. Dategli tempo di provare diverse cose per poter capire cosa volete da lui.

Supponete che io ficchi un dito fra le vostre costole e dica "Fai questo!". Voi direste "Fai cosa?". Se io semplicemente insistessi "Fai questo", voi dovreste provare alcune cose diverse che immaginate possano rappresentare il "questo". Ora, supponete che fosse qualcosa di non ovvio, come abbassarvi e afferrare il vostro tallone --- Bene, questa è la situazione in cui mettiamo continuamente i nostri cavalli. Dobbiamo sempre riflettere su come organizzare la situazione per aiutarlo a capire cosa vogliamo, e dobbiamo dargli l'istantaneo rilascio della pressione che gli dice "L'hai fatto!".

Parte dell'organizzazione della situazione che può aiutare un cavallo a capire, dovrebbe comprendere una chiara immagine mentale del cavallo che sta facendo l'azione richiesta. I migliori cavalieri e uomini di cavalli fanno scorrere continuamente nella poro mente le immagini in movimento dei loro cavalli per prenderne spunto. Ci vuole un bel po' di concentrazione e di disciplina per farlo, ma fa una gran differenza, quanto a livello di comunicazione e di comprensione.

Il Leader

La seconda cosa che vi direi riguardo all'essere insieme con i cavalli, sarebbe questa:

Il cavallo è una preda. I cavalli devono sempre tenere a mente che nell'istante successivo potrebbero diventare la colazione di un predatore. La sicurezza si fonda sul fatto di vivere in un gruppo guidato da un bravo, capace cavallo che è capace di tenere sotto controllo ogni circostanza.

Quindi, ogni volta che due o più cavalli si incontrano nella condizione della vita domestica, la prima cosa che vogliono capire è "Chi farà il leader?". Sembra che un cavallo sia estremamente a disagio quando non sa chi è il leader. Tutti loro sono capaci di leadership; ad alcuni piace più che ad altri. La maggioranza dei cavalli non si preoccupa gran che del fatto che il leader siano loro, o altri; gli basta sapere chi è.

Quando un cavallo incontra un umano, appena si accerta che non sta per diventare la sua colazione (perché indovina dal modo in cui lo avviciniamo che siano dei carnivori), la cosa che vuole sapere subito è se il leader è lui o l'umano. Per il cavallo, l'uno o l'altro deve fare questo lavoro. Se l'uomo non si  comporta come un leader capace e credibile, sarà il cavallo ad assumere questo ruolo, e farà quello che ritiene giusto fare, e che potrebbe essere diverso da quello che vogliamo.

Sembra che i cavalli usino fra di loro due diversi stili di leadership. poiché gli umani sono spesso sviati da principi di dominanza, lo stile di leadership che tendiamo a notare e usare con i cavalli è chiamato lo stile "alfa" o "boss". Questo è il modo di comportarsi "mostragli chi comanda" o "fategli sempre capire che voi siete il cavallo più grosso".

Quando le condizioni del branco si sono stabilizzate, un'osservazione attenta mostra che nel fare strada a un cavallo "boss", il loro linguaggio del corpo parla chiaramente di risentimento e rassegnazione. Inoltre, un gruppo di cavalli guidato da un "alfa" tende alle risse interne.

Uno stile di leadership meno noto, probabilmente più frequente tra i piccoli gruppi nel branco, è il leader "passivo" o "eletto". Questo cavallo non si sforza di trovare seguaci, ma va tranquillo per la sua strada, evita i litigi, conserva le proprie energie osservando i rapporti sociali prima di attuare la giusta azione, ed è coerente nel suo comportamento. Questi cavalli finiscono per essere seguiti da un gruppo pacifico di cavalli che interagiscono fra loro con rispetto, lasciandosi il passo  per essere gentili ed educati l'uno con l'altro.

Queste osservazioni, descritte in maggiore dettaglio nel nuovo libro di Mark Rashid, Horses Never Lie, ci danno una chiara scelta dei modi di gestire i nostri cavalli. Entrambi i modi sono stili di leadership validi nella società dei cavalli; la differenza sta nella disposizione dei soggetti dominati.

I cavalli che seguono un cavallo alfa stanno lì perché devono, e la loro disposizione verso il leader è di disgusto e di risentimento.

I cavalli che seguono un leader eletto sono lì perché lo vogliono, e la loro disposizione è la buona volontà e la cooperazione.

Se è vero che ci sono cavalli che danno il massimo con un leader "alfa", è però certo che è più divertente diventare un leader "eletto" per il vostro cavallo. Un cavallo che vuole essere con voi sarà più rilassato, imparerà facilmente, e vi darà qualsiasi cosa abbia e in più il suo cuore.

Per diventare un leader eletto dobbiamo fare cose di questo tipo:

Ci sono altre ottime cose riguardanti la leadership e riguardo il modo di trattare bene fisicamente e mentalmente il vostro cavallo su   http://equinestudies.org, nella sezione Forum gestita  dal Dr. Deb Bennett.


Equitazione e rispetto

Progredirete maggiormente con il cavallo se lo rispettate per quello che è -- proprio come vorreste che lui rispetti voi. La mia definizione di rispetto potrebbe essere:

"Tu hai diritto a esistere, a essere come sei, e a vedere le cose a modo tuo; quindi io non ti metterò in pericolo, non ti ignorerò e non ti umilierò"

Parte del rispetto per il cavallo è di sforzarsi di diventare il miglior cavaliere possibile; mentre, da parte sua, il cavallo sta imparando a portarvi meglio che può.

Il cavallo sa già come muoversi con grazia. Quando non andiamo su di lui la nostra goffaggine le comunicazioni non chiare, e l'assenza di equilibrio lo costringono a fare cose nuove per evitare di cadere. Per questo sembra sgraziato.

Imparare a cavalcare bene è imparare a essere insieme muovendosi in equilibrio con movimento del cavallo, e imparando a fare sempre meno fin che si riesce a star seduti pensando soltanto da dove dovete andare insieme e con che stile di movimento.

Vale proprio la pena che voi impariate un po' di Centered Riding, Feldenkreis Movement, o Alexander Technique; o che facciate Rolfed (progetto di ginnastica che riallinea il corpo per un aumento dell'ampiezza dei movimenti e un migliore equilibrio). Se farete una di queste cose, aiuterà moltissimo il vostro cavallo.

www.centeredriding.org
www.feldenkrais.com
www.alexandertechnique.com
www.rolf.org
www.rolfguild.org

Quando voi potrete evitare completamente di ostacolare il vostro cavallo, egli vi darà tutto quello che ha da dare, e voi scoprirete  l'armonia.


La leggerezza esiste.

Il cavallo è una creatura di leggerezza. Egli risponde come un fulmine a ciò accade attorno a lui. Se non lo facesse, non sarebbe mai sopravvissuto milioni di anni mentre veniva cacciato dai grandi predatori.

Per la sicurezza del cavaliere e del cavallo, di solito i principianti cominciano con cavalli che sono abbastanza pazienti o abbastanza lenti da passare sopra allo scarso equilibrio di un principiante e ai suoi rozzi mezzi di comunicazione. Così noi giungiamo alla conclusione che il cavallo e lento, stupido, sgraziato, e noi adattiamo il nostro modo di cavalcare a questa conclusione. Purtroppo tutto ciò è profondamente deludente sia per cavallo che per l'uomo.

Voglio che sappiate che esiste un'altra strada, la strada della leggerezza, e che è stupefacente. Esiste realmente una cosa che consiste in due esseri che pensano e si muovono come fossero uno solo. Il cavallo può, e lo farà, darvi una risposta istantanea, un movimento fluido, e che una bellezza atletica che vi commuoverà fino alle lacrime. È nella sua natura farlo, non è qualcosa che voi dovete insegnarti. La prima volta che voi troverete un cavallo che vede tutto, questo cambierà la vostra vita. Da allora in poi, lo vorrete ancora!

Fortunatamente sia per il cavallo che per l'uomo, imparare cavalcare non deve essere un percorso graduale in salita verso la leggerezza, che viene raggiunta soltanto dopo anni di lavoro. Piuttosto la leggerezza totale può essere ottenuta abbastanza rapidamente; la prima volta può avvenire quando voi trovate una buona posizione per caso, ma da allora sempre più spesso e più a lungo, fino a che dopo anni di lavoro potete ottenere molti periodi di leggerezza, alcuni dei quali della durata di molti minuti, quasi ogni volta che montate.


Leggerezza: due stili di comunicazione

Quando un cavallo Alfa chiede un altro cavallo di fare qualcosa, c'è una progressione di segnali di intensità crescente o di pressione crescente. Per esempio,se April chiede a Music "allontanati dal mio cibo", i segnali potrebbero essere:

1) April tira le orecchie indietro a Music. Se non c'è risposta,
2) April saetta la testa verso Music. Se non c'è risposta,
3) April si gira e mostra a Music il posteriore. Se ancora non c'è risposta,
4) April scalcia contro Music.

In pratica, i passi 2, 3, e 4 avvengono raramente, perché Music è familiare con la progressione e si sposterà prontamente al passo 1.
Questa è una strada verso la leggerezza. Noi possiamo usare segnali progressivamente crescente fintanto che otteniamo una risposta; la prossima volta, il cavallo risponderà prima nella progressione, finché la fine risponderà segnale più leggero, che noi possiamo alleggerire finché non sia più forte dell'atterraggio di una mosca.

Se noi usiamo lo stile del leader eletto, noi possiamo evitare l'aspetto prepotente della pressione crescente, e concludere con un cavallo volenteroso piuttosto che risentito.

Usate una pressione leggera con la vostra mano o una redine per chiedergli un movimento. Rimanete alla stessa pressione e prestate attenzione al momento in cui il cavallo tenta. Potete perfino chiudere gli occhi in modo da sentire movimenti molto leggeri del vostro cavallo . Quando sentite qualsiasi cambiamento, lasciate la pressione. Chiedete ancora leggermente; sentite ancora il tentativo del cavallo e rilasciate. Il cavallo vi sta chiedendo: " è questo che vuoi? ".

La vostra leggera richiesta e il rapido rilascio gli dà una sicurezza necessarie per fare un tentativo  più forte, come spostare il suo peso leggermente nella direzione che voi state richiedendo, o cominciare a sollevare un piede da terra. Presto, con il vostro feedback rispettoso, egli capirà.Notate che quando un cavallo capisce, masticherà con la sua bocca. Mentre sta masticando, lasciatelo stare; questo è un passo importante nella comprensione di qualcosa da utilizzare in seguito.

Potete aggiungere una ricompensa per il cavallo accarezzandolo dopo ogni tentativo (nel vocabolario equino, le pacchette somigliano a calci). Quando alla fine il cavallo capisce le vostre richieste e risponde pienamente, accarezzatelo ancora di più è stata semplicemente con lui per alcuni minuti. Ai cavalli piace quando possono stare semplicemente con voi senza aver niente da fare. Questa, per loro,  è una grande, appagante sospensione della pressione.

Una volta un cavallo ha capito qualcosa, non c'è più bisogno di esercitarsi su quella cosa. La ripetizione dell'esercizio che lui ha già capito lo rende soltanto annoiato e risentito. In ogni caso gran parte dei movimenti che chiedete sono quelli che usate continuamente quando cavalcate. Cercate di vedere una ragione reale per ogni richiesta. La mia giumenta si muove sul pavimento della stalla col tocco di un dito sulla sua criniera, ma cade addormentata quando io "mi esercito" con lei in maneggio.

Ancora sulla leadership

Diventare un buon leader di un cavallo significa lavorare su voi stessi su due cose: migliorare la vostra tempestività e migliorare la vostra integrità.

Un modo divertente di migliorare la vostra tempestività è di utilizzare con nostro cavallo il clicker training. Il clicker training è stato inventato per addestrare i delfini. E' ora largamente usato con i cani. La gente di cavalli lo sta appena scoprendo.

Il clicker (o qualsiasi altro breve suono) è usato per marcare l'elezione il comportamento che è stato richiesto, ad esempio muove un piede nella direzione desiderata, seguito da una ricompensa che il cavallo imparato ad associare col clic. Ad alcuni cavalli il cibo non interessa, che voi dovete trovare qualche altra ricompensa che il cavallo apprezzi abbastanza da lavorare per lei. Per esempio, si sono cani  che lavorano meglio per un lancio di fresbee che per il cibo.

L'attitudine ad imparare dei miei cavalli è migliorata del 100% quando io scoperto il clicker training. A loro piace sapere esattamente cosa io voglio. Gli piace molto immaginare "come fare in modo che Marjorie clicchi per me". Sono molto contenti di avere un giorno "di ferie" quando fa brutto tempo o io non ho voglia di montare.

Ho usato il clicker per ogni tipo di lavoro a terra senza capezza, per il salto scosso con una posizione e con movimenti migliori di quanto avessi mai ottenuto, e per fare esercizi come salire su un piedistallo (o una roccia del loro pascolo) che ha appena spazio per tutti e quattro i piedi, cosa che migliora il loro equilibrio e le loro fiducia.

Le risorse per il clicker training sono: il libro da cui tutto è iniziato, Don't Shoot the Dog di Karen Pry, che spiega i principi del condizionamento operativa, e Clicker Training for Your Horse di Alexandra Kurland , entrambi disponibili con un clicker presso www.clickertraining.com o al telefono  1-800-472-5425. Questo fornitore, la Sunshine Books, dispone anche di DVD sul clicker training per i cani che possono adattarsi al il vostro cavallo. Un'altra fonte di libri e video sul clicker training è www.dogwise.com o telefono  1-800-776-2665.

Tutti noi in abbiamo problemi di integrità verso i nostri cavalli, perché nella nostra cultura siamo immersi nella nozione che gli uomini sono esseri superiori, e che quindi essere insensibili o irrispettosi verso animali non ha molta importanza. Una volta qualcuno chiese a Tom Dorrance, il grande uomo di cavalli di insegnante, di dire alcune parole che ciascuno avrebbe portato a casa per rimuginarci sopra, in modo da migliorare la loro abilità di cavalieri. Tom rifletté un poco e disse, con una sua voce lenta e tranquilla: "L'uomo guarda dall'alto al basso il cavallo". Tom Dorrace raccomanda  Kinship With All Life di J. Allen Boone, un libricino che vi consentirà di pensare in modo diverso sull'uguaglianza degli esseri viventi.


Prede e predatori: questione di consapevolezza


I cavalli sono molto più consapevoli di noi di quello che noi siamo di loro. Un uomo può passare la vita vicina i cavalli, completamente inconsapevole di una profonda differenza nei punti di vista -- una differenza che cavalli notano fin dal momento che ci incontrano e che tengono sempre presente nei loro rapporti quotidiani con noi. La consapevolezza dei cavalli di questa differenza li fa talora comportare in modo che gli uomini interpretano erroneamente in termini umani.

Il cavallo è un animale da preda. Il suo posto della catena alimentare è sempre quello che viene mangiato. Il suo cibo e l'erba, non ha zanne e artigli, non ha niente che lo protegga tranne la sua percezione immediata e la  sua velocità. I suoi occhi e le orecchie sono collocate per vedere sentire tutto intorno. È programmato per scappare prima e pensare poi. Quando si avvicina a una pozza d'acqua, fa un giro intorno e si ferma spesso per verificare se ci sono leoni.

L'uomo, nonostante sia talora una preda, ha molte caratteristiche del predatore. Noi abbiamo una visione binoculare, in comune con i felini, con i canidi e con gli uccelli predatori. La visione binoculare si consente di giudicare la distanza -- quanto distanti esattamente siamo dalla nostra preda. Noi tendiamo camminare direttamente verso la pozzanghera d'acqua; noi ci guardiamo direttamente negli occhi; noi guardiamo gli animali da preda direttamente negli occhi; e noi camminiamo direttamente verso di loro.

Anche se non accadrà mai che noi ci comportiamo effettivamente da predatori, i cavalli notano la differenza e a ragione ne sono spaventati. Così, se vogliamo stare bene insieme con i cavalli, dobbiamo imparare a smettere di comportarci come predatori. Meno agiremo come predatori, più il cavallo deporrà le sue difese e si sentirà sicuro in nostra presenza.

Sappiamo che la paura impedisce l'apprendimento. Quindi, meno agiremo come temibili predatori, meglio i nostri cavalli impareranno quello che vogliamo da loro.

Ecco alcune cose che possiamo fare per non agire come un predatore:


Lavoro a terra

Spesso pensiamo al cavallo come a una specie di motocicletta. Le lezioni di equitazione sono fatte così: lo spazzolare, mettete sella e redini, saltate sopra e VROOM si va.

D'altra parte, la cosa che attira nei cavalli, e che li rende diversi da una moto, è che sono vivi. Perché alcuni di noi sono presi dai cavalli e non dalle motociclette? Non è forse che nel cavallo troviamo un essere vivente, un "qualcuno" con cui possiamo metterci in relazione? E' vero o non è vero che la maggioranza di noi ha sentito e letto storie allettanti sui legami e l'amicizia fra uomo e cavallo?

Il lavoro a terra sviluppa la relazione fra uomo e cavallo. Il cavallo è  un essere vivente. Ha una "personalità". Effettivamente gli piace imparare a conoscerci. Si sforza di capire cosa vogliamo, e gli piace costruire una comunione di intenti e di azioni.

Come possiamo costruire un rapporto di collaborazione fra creature così diverse come un uomo e un cavallo?

Il linguaggio umano è una cosa molto complessa -- così complesso che solo gli uomini sono in grado di utilizzarlo e di capirlo. I cavalli non ci riescono.

Quindi, noi usiamo il lavoro a terra  come un modo per mostrare agli uomini come cavarsela  con il linguaggio dei cavalli.

La mente umana è capace di gestire livelli di logica molto alti. Ogni volta che un cavallo agisce senza essere spaventato, sta usando la sua intelligenza per capire e gestire gli avvenimenti attorno a lui. Alcune delle sue priorità sono diverse dalle nostre, perché è una creatura diversa, ma sta comunque usando la logica. La nostra parte nel costruire un rapporto collaborativo è di imparare quali sono le priorità e le supposizione del cavallo, e di usare fluentemente la logica equina in modo di parlare sempre "la lingua del cavallo" nella nostra vita di tutti i giorni insieme.

Ho visto che i cavalli sono molto contenti quando mi sforzo di seguire la loro logica. A loro PIACE capire cosa gli sto dicendo. A loro PIACE "afferrarlo". A loro PIACE la sicurezza che deriva dal sapere realmente cosa voglio senza bisogno di indovinare.

Il lavoro a terra vi permette di semplificare gli avvenimenti, in modo da lasciarvi tempo per capire  le priorità, le supposizioni e la logica del cavallo. Vi da anche tempo per allenare la vostra pazienza (continuando tranquillamente a ripetere la vostra richiesta finchè il cavallo risponde effettivamente) e la vostra tempestività (imparando il momento di rilasciare la pressione per essere capito meglio).

Il lavoro a terra "in libertà" vi dà lo spazio per danzare con il vostro cavallo. Se io cammino in quella direzione, cosa farà il cavallo, e quando? Posso muovermi in modo tale che egli si giri al terzo palo e vada nell'altra direzione? Quanto gentilmente devo muovermi, perché non scalci e non agiti la coda per il risentimento?

Ho osservato un'esperta del lavoro a terra mentre lavorava con una giumenta molto timida. Lavorava in modo estremamente fluido, alternando l'incitamento e la dolcezza con il suo linguaggio del corpo, in accordo con ogni sfumatura dei movimenti della giumenta. La cavalla si calmò passando da un galoppo teso, testa in aria, a un trotto rilassato, e in breve si avvicinò per farsi un amico umano, probabilmente per la prima volta nella sua vita.

Se osserviamo il cavallo che si  muove liberamente senza il nostro peso che lo intralcia, quando cavalchiamo possiamo trasmettergli mentalmente  una migliore immagine di se stesso che si muove bene.

La prima volta che tentate il lavoro a terra, può volerci un sacco di tempo solo per immaginare un esercizio da svolgere insieme. Alcuni movimenti elementari che potete ottenere in qualche settimana sono:

Alcune buone fonti per imparare il lavoro a terra, con immagini esplicative:

Problem Solving di Marty Marten, e Natural Horse-Man-Ship by Pat Parelli, entrambi nella serie  Western Horseman.

Groundworkdi Buck Brannaman.

True Horsemanship Through Feel di Bill Dorrance.

The Trail Less Traveled, una rivista di horsemanship naturale.

Questi libri e molti video sono disponibili attraverso il sito  The Trail Less Traveled presso www.ttlt.com. Molti video si possono ottenere da Pat Parelli.


Insegnare a "cedere alla pressione"

Uno degli attrezzi più utili che abbiamo per chiedere a un cavallo "vai là, vai indietro, vai in avanti per favore" è mettere un dito sulla parte del cavallo che vorremmo si muovesse, o applicare una tensione attraverso la capezza o la briglia per cambiare la direzione della sua testa. Un cavallo che ha imparato a allontanarsi dal nostro tocco con ogni parte del corpo ha imparato a "cedere alla pressione".

Per i cavalli questa non è un'abilità innata. Lo imparano dalla madre durante i primi giorni di vita, attuandolo nei confronti dei cavalli che rispettano. Nei confronti dei cavalli che non rispettano, e dei predatori (ricordatevi che loro ci ritengono predatori), la loro tendenza è di andare contro la pressione.

E' frustrante e pericoloso aver a che fare con un cavallo che non si muove cortesemente quando voi cortesemente glie lo chiedete. Quindi merita dedicare ogni giorno qualche minuto, durante le normali attività, a insegnare al vostro cavallo di muoversi alla richiesta della punta del vostro dito.

Fare molti esercizi di questo tipo aiuterà anche un cavallo che "tira indietro quando è legato" (i cavalli che rompono le capezze). E' probabile che abbiano imparato come rompere le capezze prima di aver capito come "cedere alla pressione".


La testardaggine

I cavalli sono come daini o conigli: la paura non è mai lontana dalla loro superficie. Il cavallo facilmente teme per la propria vita.

Essendo una creatura sociale, teme anche di fare una cosa sbagliata e di dispiacerci -- tanto più, quanto più noi abbiamo importanza per lui.

Noi uomini spesso chiediamo una certa cosa in un modo estraneo al modo di capire del cavallo. I cavalli diventano timorosi, confusi, o nervosi per assenza di "chiarezza cavallina", e  poi fanno cose che noi che noi preferiremmo non facessero.

Noi uomini viviamo in una società dove c'è chi ci manipola e ci sfrutta. Guardando le cose dal nostro punto di vista umano, noi siamo abituati a interpretare la confusione dei cavalli, e le loro azioni di autodifesa, come un esempio di "testardaggine" umana, e ci rapportiamo con loro come se ci facessero perdere tempo.

Questa erronea percezione soggettiva ci causa un sacco di problemi con i nostri cavalli. I cavalli sono creature di stupefacente buona volontà. Sono fiduciosi e diretti nel loro comportamento. Se facciamo una richiesta in modo chiaro e gentile, sembra che vogliano fare più di quello che chiediamo, e sono molto interessati a progredire con noi.

Quando un cavallo fa qualcosa di diverso da quello che voglio, piuttosto che rimproverarlo o punirlo trovo più opportuno fermarmi, riconsiderare l'intera situazione, e pensare a cosa il cavallo non ha capito (o quale altro fattore, dolore compreso, potrebbe essere la spiegazione di questo comportamento). Poi cerco altre maniere di sottoporgli la mia richiesta, finchè trovo quella che il cavallo può capire. Qualche volta non resta altro che tornare a casa e dormirci sopra.


Evitare gli incidenti

Gli incidenti gravi sono spaventosi per i cavalli. Alcuni cavalli non si riprendono mai da un brutto incidente. Possono volerci mesi o anni di lavoro scrupoloso per superare il danno mentale. Se ci tenete al vostro cavallo e al suo addestramento, pensateci prima e evitate le situazioni pericolose.

Una ragione importante che suggerisce di fare un po' di lavoro a terra prima di montare è di evitare gli incidenti. Fate sempre un po' di lavoro a terra prima di montare, finchè siete certi che il cavallo è mentalmente con voi e non sta vagando con la mente nelle verdi praterie.

Tenete il vostro cavallo lontano dalle situazioni che richiederebbero una comunicazione migliore di quella che voi, da soli, avete con quel particolare cavallo.

Per esempio, fino a che non ottenete un affidabile alt dal passo e dal trotto, non esponete il cavallo a una situazione dove potreste richiedergli un  alt dal galoppo. Finchè non ottenete una buona marcia indietro da terra, non aspettatevi che il cavallo scenda in sicurezza da un trailer. Finchè il cavallo non ha imparato perfettamente a "cedere alla pressione", non legatelo nè mettetelo ai due venti.

Usate un posto sicuro come il maneggio per verificare quello che il cavallo sa, per insegnargli quello che non sa ancora, o per imparare a chiedergli nuovi movimenti. Poi potere "uscire" sapendo di avere qualche sistema di comunicazione da usare nelle eventuali emergenze.


Addomesticamento e sicurezza

I cavalli sono creature delle pianure aperte. Nel loro modo di essere non c'è niente che gli dia la minima chiave per gestire gran parte delle situazioni che incontrano continuamente nella vita quotidiana con l'uomo e il suo ambiente; recinti, lunghi tunnel che portano a piccole caverne buie (cosa vive nelle caverne? orsi e leoni..), manici di carriole sporgenti che li pungono mentre camminano, essere legati  sul capo, aggrovigliati dalle spire di verdi serpenti acquatici, dover seguire una corda, ecc.

Noi umani dobbiamo impiegare un bel po' di tempo per spiegare tutte queste cose a ogni cavallo che nasce nel nostro mondo domestico in modo che, capendole, si sappia arrangiare. Tuttavia, ogni cavallo che si spaventa può improvvisamente riconvertirsi alla mentalità degli spazi aperti: "Prima scappare, poi pensare. Pericolo per la tua vita" . In quel momento avrete da gestire un incidente -- con molti soldi da pagare per rappezzare voi e il vostro cavallo.

Quindi: indossate il casco, indossate scarpe con tacco per non restare staffati,  spostate le carriole prima di passare con un cavallo e non avvolgete la longhina attorno alle mani. Mantenete una tranquilla consapevolezza della vostra via di fuga, potrebbe servirvi per scansarvi nel prossimo istante.

Non date fretta al cavallo. Siate chiari e coerenti nella vostra comunicazione. Accertatevi che abbia capito le basi di ogni idea, prima di costruirci sopra.


Immaginazione e responsabilità

Gli esseri umani sono animali dotati di immaginazione. Io definisco "immaginazione" la capacità di rappresentare qualcosa che non esiste nella situazione di fatto, e di agire in modo che la nostra rappresentazione diventi realtà. I cavalli sembrano privi di questa facoltà.

Quindi, ogni qual volta vi sia una difficoltà nei rapporti tra uomo e cavallo, è compito e responsabilità dell'uomo immaginare come dovrebbero andare le cose, e mostrare al cavallo come superare l'ostacolo in un modo che il cavallo possa capire. Penso che i cavalli apprezzino quello che facciamo per migliorare la loro vita e il loro lavoro, e che questo sia in parte il motivo per cui ci apprezzano e gli piace fare qualcosa insieme a noi.

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