Il centauro
Il cavallo
Come specie, il cavallo si è evoluto nelle vaste praterie a
meridione della calotta glaciale che avanzava e retrocedeva durante le
epoche glaciali. Il comportamento sociale del cavallo è basato
sul fatto di avere a disposizione uno spazio pressoché
illimitato. Il comportamento chiave è l'evitamento.
L'aggressione può semplicemente evitata e anche risorse scarse
come il cibo e l'acqua possono essere gestire semplicemente spostandosi.
I predatori sono contrastati con una elevata natalità e
anche le fughe da
panico non oltrepassano il limite del raggio di attacco di un grande
felino.
La sola eccezione è la tattica contro i lupi; i lupi possono
raggiungere un cavallo in fuga e quindi la fuga non è una buona
soluzione. La famiglia sceglie di formare un vallo difensivo di
denti e di zoccoli attorno ai puledri e di provare che possono lottare.
Specialmente gli stalloni con un proprio harem sono degli sperimentati
attaccabrighe, e tuttavia anche loro tentano seriamente l'evitamento
come strategia fondamentale di sopravvivenza; seri conflitti fra
stalloni possessori di harem fra i membri di differenti famiglie
all'interno di un ampio branco sono estremamente rare. Ognuno di loro
può sempre andarsene o spostarsi un po' come compromesso. Non
esiste l'essere messi "spalle al muro". Tuttavia contro i lupi,
contrariamente agli altri erbivori delle pianure, scelgono di
combattere.
Il cavallo non è un animale territoriale; la loro casa è
là dov'è la loro famiglia. Dovunque loro siano nelle
vaste pianure.
Il modello popolare della dominanza non è corretto; almeno, non
lo è del tutto. Ogni cavallo ha la possibilità
semplicemente di spostarsi se non è soddisfatto della
situazione. Se vivere in un particolare gruppo familiare non è
appagante per un particolare cavallo, può sempre traslocare dai
vicini. Una femmina guida e uno stallone capofamiglia sono quindi i
cavalli che hanno dimostrato di essere i migliori leader; quelli che
hanno dimostrato di essere i migliori nell'interesse dei membri
individuali della famiglia. "Ottieni quello che ricompensi" nella sua
più alta espressione.
L'altra faccia della medaglia è nello stress che implicitamente
deriva dall'impossibilità di evitare la pressione. Il semplice
fatto della mancanza di una "porta aperta" rende il cavallo acutamente
consapevole del fatto che non c'è via d'uscita e attiva
automaticamente la modalità di reazione ai lupi: paura,
aggressione, stress.
Per me, questo si riflette nell'equitazione molto semplicemente, con il
principio della "porta aperta". Lasciate sempre spazio al vostro
cavallo; fisicamente e mentalmente. Il cavallo è un
claustrofobico professionista; lasciate sempre una porta aperta.
Un cavallo cerca cibo e sicurezza; vuole sopravvivere. La strategia di
sopravvivenza del cavallo ha il suo centro nel branco, e nel
gruppo familiare all'interno di quel branco. Per aumentare le sue
probabilità di sopravvivenza un determinato cavallo desidera
seguire quello che riesce meglio a sopravvivere, la femmina guida, e
cerca protezione dal più forte, lo stallone proprietario di un
harem. È qui che il cavaliere può giocare un ruolo chiave.
Il cavaliere
A parte l'arrampicarsi sugli alberi, il cavallo ci è superiore
praticamente in tutto. Il cavaliere, l'uomo, ha un solo vantaggio: la
potenza del cervello.
Usando il suo cervello più dotato il cavaliere può
facilmente evitare, sviare, piegare e manipolare le cose, per dare al
cavallo l'impressione che sta confrontandosi con un essere di
straordinaria potenza.
Poichè il cavaliere è il più astuto dei due,
dovrebbe essere molto facile provare al cavallo che lui è il
migliore nel sopravvivere e che è quello da seguire.
Il cavaliere ha tutte le carte per essere il il rifugio sicuro; per
essere il leader da seguire e presso il quale rifugiarsi. Il cavallo
"fuggirà" verso di voi.
Dalla sella questo si traduce nell'essere un cavaliere che prende le
decisioni giuste e che salva la vita in situazioni "di pericolo".
Questo significa che non dev'essere un motivo di stress ulteriore;
senza trattenere il cavallo con le redini tese, né tenendo il
cavallo stretto fra le gambe.
Poichè il cavaliere non abbandona la sua cavalcatura, e
ovviamente la difenderà, tutto
quello che dovete fare è permettere
al cavallo di percepirlo: voi siete il rifugio sicuro. Se non altro,
è nel vostro interesse!
Per cui, non tirate le redini né stringete le gambe; ossia non
chiedete di indietreggiare, spronando ad andare avanti. Entrambe le
cose sono stressanti, e sono inoltre segnali contraddittori e quindi
ancora più stressanti.
"Lasciatelo andare" e mostrategli un "porta aperta" come via d'uscita
sicura. Questo non significa che andrete proprio là; date solo
sicurezza al cavallo. Se non c'è via di fuga né
modo di uscirne, avete commesso un errore di giudizio ma avete ancora
voi stessi come rifugio sicuro, come posto migliore dove fuggire.
Il Centauro
L'Homo Caballus è la sinergia fra cavaliere e cavallo. Il
cervello umano e il corpo equino. Il cavaliere guadagna potenza fisica,
il cavallo potenza mentale. Una chiara situazione in cui vincono
entrambi. Quando ottenete l'obiettivo che il cavallo vi riconosca come
il cervello superiore, che riconosca il suo interesse nella vostra
leadership dalle molte facce, allora la cercherà. Vorrà
quello che voi volete.
Allora possederete un insieme condiviso di fini segnali di
comunicazione e il risultato sarà il mutuo godimento delle mutue
iniziative. Senza testiera e senza redini tutto quello che vi serve
è una buona sella per impedire che il vostro peso sia opprimente
e potrete affrontare il mondo insieme; un cervello potenziato da un
cavallo.